| 17 Giugno 2010
Dichiarazione Internationale riguardo le conseguenze legali dell'attacco Israeliano alla Gaza flotilla il 31 Maggio 2010, con particolare attenzione sul crimine di guerra per estensiva appopriazione indebita.
TUTTI I GOVERNI DEVONO CHIEDERE AD ISRAELE DI RILASCIARE IMMEDIATAMENTE TUTTE LE PROPRIETA' INDEBITAMENTE SEQUESTRATE IL 31 MAGGIO 2010
NOTA: Come primo passo per l'ottenimento di giustizia nei riguardi dell'appropriazione indebita, una lista parziale di materiale rubato e dettagli riguardo l'ulteriore possesso illegale di questo materiale rubato sarà pubblicato in diverse nazioni oggi e nei prossimi giorni. (questo non esclude il lavoro legale contro Israele per la perdita della vita e il ferimento dei passeggeri)
Introduzione
1. Questa dichiarazione :- E' stata fatta da e a nome della coalizione della Freedom Flotilla, che ha organizzato la Gaza flotilla di sei imbarcazioni che trasportavano passeggeri (attivisti per i diritti umani, giornalisti, membri di Parlamenti e altri civili) ed equipaggio per un totale di circa 700 persone, e aiuti umanitari alla popolazione civile di Gaza, flotta illegalmente intercettata e attaccata in acque internazionali dai militari Israeliani il 31 maggio 2010, azioni che hanno portato ad una serie di atti criminali commessi dai militari Israeliani, alcuni dei quali sono ancora in corso.
- Focalizza le conseguenze illegali di questi eventi, stabilendo alcuni passi iniziali per incriminare il personale militare e i leader politici Israeliani responsabili delle azioni del 31 maggio e relative conseguenze.
- E' firmata da un gran numero di individui che sono stati trasferiti illegalmente in Israele dai militari Israeliani durante la prigionia iniziata il 31 maggio e durata fino ai primi di giugno 2010. E' anche sostenuta dai familiari dei defunti, le nove vittime Turche confermate (una delle quali aveva doppia cittadinanza US).
2. Come le otto precedenti missioni verso Gaza, organizzate dal Free Gaza Movement e altri, e come le prossime missioni anticipate, la flotilla umanitaria per Gaza di maggio 2010 è partita con un certo numero di obiettivi, incluso l'obiettivo a lungo termine di veder arrivare il giorno in cui si arriva ad una conclusione pacifica della disputa Israelo/Palestinese. Questo obiettivo richiede la fine dell'occupazione Israeliana e l'opportunità per il popolo Palestinese di esercitare il proprio diritto all'autodeterminazione. Nel frattempo, c'è un'urgenza per tutti i Palestinesi ed è quella di essere liberati dal giornaliero abuso della negazione dei propri diritti da parte di Israele, la potenza occupante.
3. Quindi, a breve termine, un altro obiettivo della flotilla umanitaria e degli attivisti per i diritti umani e tutti gli altri, era cercare di porre fine alla chiusura di Gaza (dichiarata illegale dall'ONU e dalla ICRC). Cinque precedenti spedizioni erano riuscite a portare a Gaza cargo umanitario nel 2008, senza incidenti, denunciando la politica di Israele di chiusura illegale di Gaza.
4. L'attacco illegale ai civili della flotilla il 31 maggio 2010 ha avuto terribili conseguenze, come la morte di (minimo) nove civili. Morte completamente inutile e ingiustiticata. E' servita però a focalizzare l'attenzione internazionale sulla chiusura di Gaza ed ha portato ad una revisione della politica dei vari governi nel mondo nei confronti di questa chiusura. Non c'è un disastro naturale in corso a Gaza. Quindi, Gaza non ha bisogno di aiuti umanitari a lungo termine, ha invece bisogno che le si consenta semplicemente di ricostruire la propria economia e di commerciare normarlmente con il resto del mondo. Non può farlo mentre è in corso una chiusura e un blocco navale continuo.
Background legale
1. La quasi ermetica chiusura di Gaza, incluso il blocco navale imposto da Israele, è illegale. La natura della chiusura costituisce punizione collettiva proibita dalla Quarta Convenzione di Ginvera, e ciò è stato reso evidente di recente anche dalla Croce Rossa Internazionale (ICRC), nella sua dichiarazione del 14 giugno, disponibile qui: http://icrc.org/web/eng/siteeng0.nsf/htmlall/palestine-update-14061073. La Mission conclude anche che la distruzione da parte delle forze armate Israeliane perpretata nei confronti di case private, impianti idrici, depositi dell'acqua, terre agricole e serre, è stata fatta col preciso scopo di negare il sostentamento alla popolazione della Striscia di Gaza. La Mission trova che Israele ha violato il proprio dovere di rispetare il diritto della popolazione di Gaza ad avere uno standard di vita adeguato tra cui l'accesso al cibo, alll'acqua e alle case.….
74. Le condizioni di vita a Gaza, risultato di azioni deliberate delle forze armate Israeliane e la politica dichiarata dal governo Israeliano - così some è stata presentata dai suoi legittimi e autorizati rappresentanti - nei riguardi della Striscia di Gaza prima, durante e dopo le operazioni militari, indicano nel complesso l'intenzione di infliggere punizione collettiva alla popolazione della Striscia di Gaza in violazione della legge umanitaria internazionale.
Il rapporto dichiara inoltre –
326. La Mission ritiene che Israele debba essere vincolato al dovere del rispetto della Quarta Convenzione di Ginevra e debba essere disposto al massimo riguardo nell'assicurare l'approvvigionamento del cibo, del materiale medico-ospedaliero e altro per far fronte alle esigenze umanitarie della popolazione della Striscia di Gaza. Inoltre, la Mission prende nota delle informazioni ricevute al riguardo della carenza di osservanza del Governo di Israele, che non copre neanche ai minimi livelli stabiliti dalla Corte Israeliana, e a questo riguardo osserva che il Governo mantiene larga capacità discrezionale riguardo i tempi e le modalità di erogazione del carburante e dell'elettricità alla Striscia di Gaza, ed esercita questa capacità discrezionale in maniera capricciosa ed arbitraria.
3. Nel rapporto recente sono descritti anche l'impatto devastante del blocco sull'agricoltura, la pesca e il livello di vita, e i bisogni umanitari : Office for the Coordination of Humanitarian Affairs (OCHA), ‘Farming without Land, Fishing without Water: Gaza Agriculture Sector Struggles to Survive’, 25 May 2010. At: The CREATING FOOD INSECURITY, 25 May 2010, e possono essere letti qui : http://www.ochaopt.org/documents/gaza_agriculture_25_05_2010_press_release_english.pdf- omicidio volontario,
- trattamento disumano
- volontà di causare grande sofferenza e ferimento serio ai danni del corpo e della salute,
- trasferimento e deportazione illegale
- confinamento illegale
- cattura di ostaggi ; e
- appropriazione indebita di estensiva proprietà, non giustificata da necessità militari e perpretata illegalmente e promiscuamente.
Il resto di queste affermazioni focalizzano l'ultima grave violazione menzionata, perchè (a) è ancora in atto (b) ha un impatto diretto sulla possibilità che siano imputabili anche altre gravi violazioni.
Conseguenze legali & richieste d'azione dai governi
In vista di quanto sopra, è completamente inaccettabile per la comunità internazionale collaborare con qualsivoglia inchiesta interna Israeliana (inclusa la “Turkel commission” costituita dal governo Israeliano il 14 giugno 2010) o considerare qualsiasi di queste inchieste come risposte investigative appropriate o sufficienti per gli eventi del 31 maggio 2010 e conseguenze. Inoltre, questa inchiesta interna Israeliana sarà portata avanti senza interrogare l'equipaggio, gli attivisti per i diritti umani ed altri a bordo della flotilla, e neanche le forze Israeliane coinvolte nell'attacco, rendendola del completamente insufficiente. Tali commissioni Israeliane sono sono affatto indipendenti, imparziali e trasparenti, secondo quanto gli standard internazionali richiedono.
Ad ogni modo, solo un'inchiesta totalmente indipendente, è accettabile e appropriata, condotta da un tribunale imparziale e obiettivo con i poteri di costringere testimoni e sospetti a testimoniare davanti ad esso può assicurare le responsabilità e rendere possibile incriminare qualsiasi persona mostri evidenza di aver agito illegalmente. Nulla di diverso dovrà essere fatto. Inchieste che servono malamente a ripulire le azioni di uno stato armato diffamando le vittime civili e i testimoni non serve all'interesse di nessuno a lungo termine: questo tipo di "inchieste" minano le fondamenta del ruolo della legge, e discreditano i governi e la giustizia nazionale. Servono solo a prolungare conflitti e prevenire riconciliazioni. La Widgery Inquiry per gli eventi del Bloody Sunday nell'Irlanda del Nord, i cui risultati sono stati di recente sistituiti, ed effettivamente ribaltati dal Saville Report, pubblicato il 15 giugno 2010, stanno a confermare quanto appena detto.
Coloro che hanno partecipato alla flotilla ed i loro consulenti stanno lavorando - e continueranno a farlo instancabilmente - per assistere indagini credibili su crimini, sia in Turchia che in altri paesi (sotto giurisdizione universali o in base ai principi internazionali della legge del mare) o presso la Corte Criminale Internazionale. Se le prove supporteranno le accuse criminali, individui dovranno affrontare i dovuti processi.
Tali indagini dovrebbero mettere a fuoco aspetti quali appropriazione, ritenzione, abuso e possibile distruzione delle proprietà dei passeggeri e dei membri dell'equipaggio della flotilla.
Chiediamo a tutti i governi di far fronte ai propri doveri in base all'articolo 1 della Quarta Convenzione di Ginevra del 1949 affinchè rispettino e facciano rispettare le disposizioni in ogni circostanza. In particolare, chiediamo ai governi di intraprendere le seguenti azioni in relazione all'appropriazione indebita dei beni dei partecipanti alla flotilla :
- chiedano urgentemente ad Israele di cessare la grave violazione in atto della Quarta Convenzione di Ginevra nella fattispecie dell'appropriazione indebita di beni, non giustificata da necessità militari e portata avanti illegalmente e promiscuamente, rilasciando immediatamente tutte le proprietà sequestrate il 31 maggio 2010.
- per quanto riguarda rilasciare tutte le proprietà che costituiscono prove, chiedano urgentemente ad Israele di inviare tutte le proprietà sequestrate sulle sei barche il 31 maggio 2010, all'ONU immediatamente.
(Tra tali proprietà sono incluse le videocamere, cellulari, computer e strumenti di registrazione che hanno registrato gli eventi a bordo delle sei barche. Molto presto Israele deve anche rilasciare tutti i filmati e materiale fotografico che costituisce prova, che il proprio esercito ha registrato, in maniera inedita.)
- per quanto concerne i beni, (inclusi vestiti, carte di credito e carta moneta), chiedano con urgenza a Israele di restituire tali proprietà ai legittimi proprietari senza ulteriore ritardo.
- chiedano urgentemente ad Israele di rendere conto per ogni singolo utilizzo di carta di credito rubata o cellulare o satellitare (diversi rapporti parlano di questo) il quale utilizzo, se provato, costituisce atto di appropriazione indebita.
- finchè non sarà fatto quanto sopra, si chiede urgentemente al governo Israeliano :
(a) confermi che conserverà tutte le prove in suo possesso nel loro formato originale ( es. computer disks, hard drivers, SIM cards, memory cards, oltre a prove fisiche rilevanti ai fini delle indagini) e le rilasci a chi condurrà l'indagine indipendente e imparziale ordinata dal Consiglio di Sicurezza dell'ONU e/o UN Fact Finding Mission ordinato dal Consiglio dei Diritti Umani in anticipazione dell'apertura dell'investigazione sul crimine (inclusa nella giurisdizione anti-spoliation laws); e
(b) confermi che nessuno dei sopra menzionati filmati e materiale fotografico che costituisce prova, sequestrato il 31 maggio 2010, sia stato o sarà distrutto e che renderà conto di ogni singolo oggetto che mancherà o sarà distrutto.
Oltre a chiedere a tutti i governi di pretendere l'immediata e indondizionata restituzione di tutte le proprietà, chiediamo anche ai governi che appartengono al Rome Statute of the International Criminal Court, di agire in proprio on in maniera congiunta con altri stati (es. tutte le nazioni dell'Unione Europea congiuntamente) .
- Gli eventi della Mavi Marmara, della Sfendoni
e della Free Mediterranean (che battono rispettivamente bandiera delle Comore e Greeca, entrambi gli Stati sono parte della Corte per I Crimini Internazionali) devono essere riferiti alla Corte per i Crimini Internazionali per urgenti indagini sui crimini commessi, con attenzione immediata e urgente sulla restituzione dei filmati e prove similari che sono ancora trattenute da Israle dal momento in cui sono avvenuti i fatti; e
- che si apra una indagine sugli eventi criminali, anche in relazione all'appropriazione indebita da parte dei militari Israeliani, - tramite la conpartecipazione di intelligence - per faciliatare la possibilitòà di perseguire tutti i sospetti da identificare tramite tale indagine criminale, inclusi i senior members dell'esercito Israeliano che hanno permesso e continuano a permettere l'appropriazione indebita di beni che appartengono a civili innocenti;
- collaborare pienamente con un'indagine indipendente sui fatti, inlcusa l'appropriazione indebita dei beni, in particolare quella condotta in Turchia (essendo lo Stato a cui appartengono la maggior parte dei partecipanti alla flotilla) ;
- chiediamo un'indagine imparziale e indipendente, parallela a quella per crimini quali l'omicidio volontario di nove passeggeri della flotilla, che faccia luce sulle circostanze che hanno portato alla cattura e appropriazione indebita dei beni dei passeggeri e dei membri dell'equipaggio della Gaza flotilla, e le ragioni della distruzione e sparizione di alcuni di questi beni, in particolare i filmati video o audio degli eventi del 31 maggio 2010.
17 Giugno 2010
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