Testimonianze dalla prigione Israeliana
| 29 Giugno 2010
Il 31 maggio 2010 le sei navi raggiunsero le 75 miglia dalla costa di Israele. Avevamo ripetuto costantemente che viaggiavamo in pace, trasportando solo aiuti umanitari e da ricostruzione per la popolazione di Gaza. Verso le 3 di mattina, le navi da guerra ci stavano ancora seguendo e una trentina di zodiacs circodavano la flotilla in acque internazionali.
Alle 4:10 am, messaggi dalla barca, Define stated, "Mavi Marmara, tutte le imbarcazioni vi stanno avvicinando". Poco dopo, mentre la maggior parte dei partecipanti stavano svolgendo le loro preghiere mattutine, le barche che ci inseguivano, trasportando soldati armati e mascherati, si sono avvicinate alla finacata delle navi. C'erano almeno 10 soldati Israeliani in ogni barca. Mentre cercavano di salire a bordo, iniziarono a sparare. Poi abbiamo udito suoni simili a bombe a gas. Il terzo suono era quello costante dei mitragliatori. Nello stesso tempo elicotteri militari, pieni di soldati armati, hanno cominciato ad abbassarsi verso di noi sparando.
Questa operazione è stata ostile dall'inizio, diretta ad uccidere il più possibile. I soldati Israeliani non hanno aperto il fuoco sulla nave come ammonimento. Hanno aperto il fuoco per uccidere. Le prime due persone a bordo sono state colpite alla testa e uccise all'istante.
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