| 25 Maggio 2010
PER DIFFUSIONE IMMEDIATA
(Heraklion, Creta, Martedì, 25 Maggio 2010) Mentre Israele continua ad insistere che fermerà la Freedom Flotilla, flotta internazionale composta da sette imbarcazioni, altre due barche sono partite oggi dalla Grecia.
Un cargo di 2000 tonnellate a una barca con 50 passeggeri entrambe di proprietà della European Campaign Against the Siege of Gaza, e della Ship to Gaza Svezia e Grecia, sono partite oggi da Atene per incontrare la Freedom Flotilla in acque internazionali.
Seguono a breve distanza la scia delle navi cargo della Insani Yardim Vakafi (IHH’s) e la MV Rachel Corrie del Free Gaza. Devono ancora salpare a breve dalla Turchia le ultime due imbarcazioni di IHH : una nave della capacità di 1100 passeggeri e un cargo.
A Creta, il Free Gaza Movement sta allestendo le sue due barche passeggeri per partenza immediata: ‘Al Samoud’ (L'affidabile) e ‘Al Haya’ (La barca della vita) i cui nomi sono stati dati dai bambini delle scuole di Gaza e Gerusalemme occupate.
I rapporti che arrivano dalla Marina Israeliana annunciano che bloccheranno i segnali e le comunicazioni della flotta, isolando coloro che sono a bordo delle barche, impedendo così al mondo di testimoniare su ciò che potrebbe risultare come uno scontro o un restare al largo prolungato.
La strategia della Freedom Flotilla è comunque quella di resistere ad ogni tentativo della Marina Israeliana di dirottare le imbarcazioni o dividere le navi cargo da quelle passeggeri.
Huwaida Arraf, Presidente del Free Gaza Movement afferma : “Il messaggio da Israele è chiaro: "Vi fermeremo. E nessuno può impedirci di fermarvi". "
“Noi resisteremo comunque in forma non violenta ai tentativi di Israele di prendere possesso delle nostre imbarcazioni. Migliaia di persone hanno contribuito a far diventare questa flotta una realtà e la popolazione di Gaza ci sta aspettando.
“Non permetteremo che la nostra flotta sia divisa. Noi rimarremo con le nostre navi cargo - sono il cuore della flotta, trasportano materiale da ricostruzione essenziale a cui è vietato l'ingresso a Gaza: cemento, acciaio e case. Quest'azione non è un gesto simbolico ma un intervento concreto per consentire alla popolazione di Gaza di ricostruire la propria vita con dignità" sottolinea un passeggero, Aengus O’Snodaigh, TD Sinn Féin party, Ireland
Ewa Jasiewicz aggiunge : "Noi non stiamo infrangendo la legge, noi la stiamo sostenendo. Noi stiamo agendo spinti dalla necessità di prevenire un crimine peggiore: la punizione collettiva di un milione e mezzo di persone imprigionate a Gaza. La comunità internazionale è complice in questa punizione collettiva e deve rompere il silenzio. Il rispetto della legge internazionale non è un'opzione, è un obbligo"
Contatti
Creta Free Gaza Movement 0030 698 377 6683
Cipro Free Gaza Movement 00 357 99 18 72 78 or 00 357 96 48 98 05
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