Our small yet committed group has already made five successful voyages to Gaza, delivering needed human rights workers & humanitarian supplies, and helping to lessen Gaza's terrible isolation from the world. We are confident that with the universal outrage over Israel’s massacres in Gaza, we will be able to send a flotilla of ships to shatter the siege and deliver a message of international hope and solidarity to the people of Palestine.
Israeli policies of racism, ethnic cleansing and the brutal military occupation of Palestine demand determined & direct action to overcome them. When our governments fail to act, we - the citizens of the world - must stand up and make our voices heard. Article 13 of the Universal Declaration of Human Rights grants all people the right to leave and return to their own country - a right that Israel summarily denies Palestinians.
We are looking for ships wishing to join the Hope Fleet and sail to Gaza in late June, and we are looking for high-profile people, including parliamentarians and celebrities, who want to join us and demand that a besieged Gaza cannot forever remain an open-air prison with no access to the world. The Free Gaza Movement will continue to challenge Israel's brutal policies. We will go to Gaza again, and again, and again, until the Israeli siege is broken and the people of Gaza have access to the rest of the world.
If you are interested in joining or supporting this action, please email Iristulip [at] gmail.com. We will begin collecting names and information as we ready for this historic voyage. With your help, we will make the HOPE FLEET a reality!
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25 Luglio 2009
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HOPE FLEET
Cari amici,
La Campagna Estiva della Speranza, del Free Gaza Movement, prevedeva di effettuare 3 viaggi con le barche a Gaza, questa estate: una a giugno, una a luglio e una in agosto. Nella missione di luglio ed agosto avevamo previsto di portare a Gaza tutti i libri che ci avete inviato in risposta alla nostra campagna : Diritto di Leggere (aggiornamenti qui di seguito).
A causa del dirottamento della nostra barca, Spirit of Humanity, il mese scorso da parte di Israele, abbiamo dovuto cambiare i nostri piani. No, non ci stiamo arrendendo. Ora, più che mai, crediamo che sia fondamentale continuare le nostre missioni, e dimostrare il potere della comunità civile internazionale di prendere iniziativa contro la crudeltà, l'abuso dei diritti umani e l'oppressione. Se lasciamo che l'attacco di Israele alla nostra ultima missione ci fermi, vuol dire che ci arrendiamo alla violenza che è centuplicata nei confronti della popolazione Palestinese sotto occupazione. Il rischio che noi corriamo salendo su quelle barche è nulla in confronto alle minacce all'esistenza che i Palestinesi affrontano ogni giorno della loro vita. Per fare in modo che i prossimi viaggi possano essere effettuati, abbiamo bisogno del vostro aiuto urgentemente ! Abbiamo bisogno di una somma di denaro notevole e di impegnarci enormemente nelle prossime settimane per poter invare la prossima missione prima che il tempo cambi e il Mar Mediterraneo diventi imprevedibile
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23 Luglio 2009
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HOPE FLEET
13 giugno 2009
"L'intercettazione della barca Spirit of Humanity"
dibattito richiesto da Emily Thornberry, Membro Laburista del Parlamento a rappresentare Islington South, Londra. Emily è la rappresentante del collegio elettorale di Alex Harrison, una dei passeggeri Britannici a bordo di Spirit of Humanity.
Emily ha introdotto il dibattito, sollevando una serie di domande riguardo l'illegalità delle azioni di Israele in relazione a Spirit, i suoi passeggeri e membri dell'equipaggio e nei confronti della popolazione della Striscia di Gaza.
Il Ministro degli Affari Esteri e del Commonwealth (Ivan Lewis) risponde a nome del Governo Britannico.
L'intero dibattito nell'audio allegato (cliccare leggi tutto)
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19 Luglio 2009
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HOPE FLEET
Da : The Haffington Post, 17 luglio 2009
di Adam Shapiro
Sono partito da Cipro, assieme da altri 20, il 29 giugno, su un traghetto che trasportava supporti umanitari ai Palestinesi di Gaza, tagliati fuori dal resto del mondo dall'assedio Israeliano. Era nostra intenzione portare ai Palestinesi giocattoli, medicinali, attrezzatura da lavoro, alberelli di olivo, e un sacco da 50kg di cemento, e rompere la barriera marittima con cui Israele tiene imprigionati i Palestinesi lungo la loro linea costiera.
Come documentarista indipendente e difensore dei diritti umani, volevo documentare il viaggio e la vita a Gaza.
Circa la metà della popolazione di Gaza ha meno di 18 anni. Questi bambini soffrono le conseguenze di un collasso economico imposto da Israele, apparentemente inteso a destabilizzare l'ordinamento di Hamas. Come con l'Iraq, le sanzioni servono solo a devastare una popolazione e decimare una società civile.
(per leggere questo articolo per intero, vi preghiamo di cliccare sul titolo)
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18 Luglio 2009
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HOPE FLEET
Articolo su THE NATION di Huwaida Arraf, 17 luglio 2009
Il mese scorso ho guidato un gruppo di ventuno attivisti per i diritti umani su una barca da Cipro per fronteggiare il blocco navale Israeliano della Striscia di Gaza. Trasportavamo medicine, giocattoli, alberelli di olivo, attrezzi da lavoro, un sacco di 50 chili di cemento e materiale scolastico, sul nostro piccolo traghetto.
Alle 2 di mattina, del 30 giugno, dopo circa 18 ore di un viaggio di 230 miglia, un collega mi ha svegliato. La Marina Israeliana chiamava via radio VHF : "State navigando verso un'area bloccata. Quindi vi ordiniamo di cambiare rotta. Se non lo fate, saremo obbligati ad usare ogni mezzo necessario per fermarvi."
(per leggere questo articolo per intero, vi preghiamo di cliccare sul titolo)
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