Intervista ad un passeggero sequestrato, Adie Mormech - Cella della prigione di Givon, Ramle, Israele
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04 Luglio 2009
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Adie Mormech, uno dei 21 attivisti per i diritti umani e parte dell' equipaggio arrestato martedì 30 giugno quando la barca è stata abbordata dalla marina Israeliana, ha parlato via telefono cellulare dalla sua cella nella prgione di Givon , Ramle, vicino Tel Aviv.
Tra gli altri prigionieri dalla barca del Free Gaza Movement, Spirit of Humanity, ci sono : Mairead Maguire, Vincitrice del Premio Nobel per la Pace ed ex membro del Congresso USA, Cythnia McKinney. Un messaggio dalla McKinney, il 2 luglio, condanna Israele per la sua azione "illegale" che consiste nel "sabotaggio degli strumenti di navigazione" e nel sequestro della barca e del suo contenuto di aiuti sanitari, giochi per bambini e alberi di olivo.
La McKinney ha proseguito dicendo : "I funzionari del Dipartimento di Stato e della Casa Bianca non hanno ottenuto il nostro rilascio o intrapreso istanze pubbliche forti per condannare le azioni illegali della Marina Israeliana, che ha messo in atto un blocco di assistenza umanitaria ai Palestinesi di Gaza, un blocco che è stato condannato dal Presidente Obama."
Le missioni di Free Gaza sono riuscite ad entrare a Gaza, dal mare, in diverse occasioni nel 2008, trasportando aiuti umanitari, sanitari, personale medico, giornalisti e attivisti per i diritti umani. Ma gli ultimi tentativi hanno incontrato aggressioni da parte della Marina Israeliana, con una barca, Dignity, che si è dovuta rifugiare in Libano dopo essere stata speronata tre volte da una nave da guerra Israeliana.
In una breve intervista di Andy Bowman del Manchester's Mule newspaper (http//www.themule.info), il Sig. Mormech ha fatto il seguente resoconto:
Come vi hanno trattato?
E' brutto, ma io sono in buone condizioni, non mi hanno picchiato, sono cattivi ogni tanto, come quando hanno abbordato la barca e ci hanno sbattuto faccia a terra. E' stato brutto per le persone più anziane, come Mairead.
Gli altri quattro di nazionalità UK sono in cella con me. Siamo in 14 in una cella di 7 metri per 7 che include il bagno ed una doccia, quindi molto affollata. Fa molto caldo e c'è solo una piccola finesta. Ci svegliano alle 6 del mattino per un'ispezione e dobbiamo stare sull'attenti, la ripetono alle 9 , e ci consentono di stare fuori dalle celle per poche ore al giorno. Continuano a sottoporci dei formulari da firmare, ma sono in Ebraico, non li capiamo e quindi non firmiamo. Anche se io ce la posso fare, alcuni sono più a disagio di me qui. Se dovessimo rimanere a lungo, come è accaduto a tante altre persone qui, allora sarebbe dura.
Avete potuto vedere un avvocato ?
Si, e al momento stiamo discutendo cosa fare riguardo alla nostra deportazione. Hanno trattenuto i nostri effetti personali, (computer portatili, macchine fotografiche, telefoni e molti altri oggetti di valore), vorremo capire dove stanno. Loro ovviamente vorrebbero deportarci il prima possibile, ma alcuni di noi pensano di rifiutare la deportazione. Perchè prima di tutto se veniamo deportati non potremo rientrare in Cisgiordania occupata o in Israele per i prossimi 10 anni, ma anche perchè non era nostra intenzione venire in Israele, noi stavamo andando a Gaza, passando direttamente da acque internazionali ad acque territoriali Palestinesi. Non è affatto legale quanto ha fatto Israele a noi, prelevandoci in quel modo. Stiamo pensando di rifiutare la deportazione sulla base del fatto che non dovremmo accettare e legittimare questo barbarico blocco militare di Gaza.
Se ricusate la deportazione rischiate di rimanere in prigione più a lungo?
Si, alcuni di noi hanno bisogno di tornare a casa, ma alcuni vogliono ricusare. Per costoro, ci aspettiamo qualche settimana in più in prigione, minimo.
E tu?
Io sto cambiando idea, vorrei ricusare, perchè sarebbe una macchia sul mio nome accettare il fatto che non sarei dovuto essere lì, mentre in effetti avevo tutti i diritti di andare a Gaza come chiunque altro. Questo è il punto centrale dei nosti viaggi e questi sono i pricincipi a cui ci teniamo fermi.
Vi hanno detto cosa ne hanno fatto della merce a bordo della barca?
No, non sappiamo cosa ne stanno facendo. Ci hanno raccontato troppe bugie finora, su dove ci stavano portando e cosa ci sarebbe accaduto, quindi, non lo sappiamo. Loro sono già preparati a privare la popolazione di tanti aiuti, comunque.
Qual'è il messaggio che vuoi mandare alle persone in UK?
Non si tratta solo di noi qui in cella, si tratta della negazione dei diritti umani del popolo Paletinese, in particolare del blocco disumano di Gaza. Le persone non devono dimenticare cosa sta succedendo a Gaza. In questo momento si nega loro anche il cibo e i medicinali. Dopo la carneficina di 1500 persone uccise in gennaio, noi non dimentichiamo e continueremo ad andare e a lottare per i diritti umani del popolo Palestinese.
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