|
01 Maggio 2009
Posted in
News
Nella maggior parte del mondo, il primo Maggio è una giornata internazionale di solidarietà dei lavoratori. E’ una giornata di gioia, in cui i lavoratori fanno scampagnate assieme alle proprie famiglie e celebrano le vittorie di uno dei movimenti più fenomenali del ventesimo secolo.
E’ dunque appropriato che il Free Gaza Movement scelga proprio il primo Maggio per annunciare l’invio della prossima missione : la HOPE FLEET per GAZA. Partiremo il 1° Giugno come azione di solidarietà con i Palestinesi, un popolo che è stato massacrato, terrorizzato e soffocato dall’esercito Israeliano.
Partiamo di nuovo per interrompere l’assedio a cui Israele sottopone un milione e mezzo di civili, disoccupati all’80% a causa di questo assedio spietato. "Ritengo che la linea politica del governo Israeliano sia contro le leggi internazionali, contro i diritti umani, contro la dignità del popolo Palestinese,” afferma Mairead Maguire i cui sforzi per una soluzione pacifista alla violenza in Irlanda del Nord, le hanno fatto meritare il Premio Nobel per la Pace nel 1976. “Sono grata di poter essere di nuovo a bordo di una di queste imbarcazioni per visitare la popolazione di Gaza.”
Il Free Gaza Movement utilizzerà la bandiera di Free Gaza come vascello vedetta della flotta. In agosto 2008 abbiamo inviato la prima imbarcazione attraccata a Gaza dopo 41 anni. Il movimento ha intenzione di donarla ai pescatori che lavorano ogni giorno per tirare avanti sotto il mirino delle navi da guerra Israeliane.
L’imbarcazione Dignity porterà anche Mairead ed altre due personalità : l’84enne Hedy Epstein, sopravvissuta all’olocausto e Cynthia McKinney, precedente membro del Congresso della Georgia e candidata del Green Party alla Presidenza degli Stati Uniti. McKinney era a bordo di Dignity quando è stata speronata tre volte dalla marina Israeliana il 30 dicembre 2008, nel tentativo di affondare quel piccolo, ma robusto yacht.
"Non possiamo permettere ad Israele di farci desistere con le sue minacce e aggressioni. Altrimenti vorrebbe dire soccombere alla violenza e concedere al potere di essere più forte del giusto. Oppure vorrebbe dire voltare le spalle ai nostri fratelli e sorelle a Gaza che stanno aspettando da troppo tempo che la comunità internazionale si schieri contro questa ingiustizia “ dichiara Huwaida Arraf, tra i leader della delegazione della Hope Fleet.
Le nostre imbarcazioni fanno parte di una grande flotta che si dirigerà a Gaza carica di aiuti umanitari e material da ricostruzione come generatori e attrezzatura elettronica per macchinari ospedalieri di emergenza. La popolazione di Gaza ha bisogno di cemento, legname e PVC per ricostruire le infrastrutture distrutte , mentre Israele rifiuta di far entrare nella piccola prigione qualsiasi cosa che non sia cibo e alcuni medicinali.
"I Palestinesi non vogliono elemosina dalla comunità internazionale. Vogliono avere indietro la propria vita. Vogliono i propri diritti umani e civili. Hanno una grande forza d’animo e di volontà, sono intenzionati a ricostruire la loro comunità. Ne sarebbero perfettamente in grado, se le loro frontiere fossero aperte, incluse quelle marine” dichiara Lubna Masarwa, un altro leader di questa flotta e passeggero a bordo della speronata Dignity.
Contact: Ramzi Kysia, Cyprus: +357 99 08 17 67,
Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo.
Greta Berlin, France, +33 60 73 74 512,
Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo.
Angela Godfrey Goldstein, Jerusalem: +972 547 366 393,
Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo.
| < Prec. | Succ. > |
|---|














