Ancora una volta, Israele sfida la legge internazionale e il buon senso pubblicando la prima parte del rapporto della loro Commissione Turkel, assolvendo se stessi da pirateria, assassinio e furto in alto mare. 

Di seguito pubblichiamo l'eloquente risposta di Adalah, (‘Giustizia’ in Arabo), un' organizzazione per i diritti umani indipendente, un centro legale basato in Israele. Lavora per promuovere e difendere, nelle corti di giustizia israeliane, i diritti dei Palestinesi cittadini di Israele e dei Palestinesi che vivono sotto occupazione neI Territori Palestinesi Occupati. 

23 Gennaio 2011

 

 

(Haifa, Israele) Oggi, 23 Gennaio 2011, la Commissione Turkel (Commissione Pubblica che esamina l'incidente marittimo del 31 maggio 2010) ha reso pubblica la prima parte del rapporto. Adalah ritiene che le conclusioni raggiunte dalla Commissione Turkel contraddicono completamente la legge internazionale e i verdetti rilasciati nel settembre 2010 dalla Commissione di Inchiesta Internazionale che ha investigato sull'attacco israeliano alla Flotilla, per incarico del Consiglio dei Diritti Umani dell'ONU. 

Le principali conclusioni della Commissione Turkel sono le seguenti :

 

· IL'controllo effettivo’ della Striscia di Gaza è terminato con il disimpegno [nel 2005];

· Lo scopo del blocco navale di Gaza da parte di Israele è principalmente quello di garantire la sicurezza militare ed è stato imposto legalmente;

· Israele è adempiente agli obblighi umanitari verso la popolazione di Gaza;

· Il blocco non costituisce 'punizione collettiva';

· L'intercettazione e la cattura militare delle navi della Gaza Flotilla in acque internazionali è avvenuta in conformità con la legge umanitaria internazionale;

· La tattica e la forza utilizzata dai commandos navali israeliani per abbordare le navi e contro i civili a bordo è avvenuta in conformità con la legge internazionale.  

La conclusione della Commissione Turkel nei riguardi degli obiettivi del blocco - affermando che è stato istituito per ragioni di sicurezza militare - contraddice persino le dichiarazioni fatte dal Procuratore Generale di fronte alla Corte Suprema nel caso  al-Basyouni. In quel caso, che trattava tagli di carburante ed elettricità  a Gaza, Il Procuratore Generale argomentava sul blocco affermando che era giustificato come sanzione economica contro l'entità nemica, parte della 'strategia di guerra economica' contro il regime di Hamas (vedi HCJ 9132/07, Jaber Al-Basyouni Ahmed v. The Prime Minister; decisione emessa il 30 gennaio 2008).

 

Il difetto principale e sostanzialmente devastante della Commissione Turkel  è che non è indipendente, imparziale e trasparente. I membri della Commissione sono stati nominati dal governo dopo essere stati accuratamente selezionati dal Primo Ministro. Inoltre, almeno due membri della Commissione avevano fatto dichiarazioni prima della costituzione della Commissione, che indicavano la loro posizione politica pregiudiziale pro Israele e ciò fa nascere seri dubbi sulla loro imparzialità nei confronti dell'attacco militare israeliano alla flotilla. 

 

Inoltre, i poteri della Commissione e il mandato erano estremamente circoscritti. In base alla legge israeliana, le commissioni ufficiali d'inchiesta hanno i più larghi poteri investigativi. Ciononostante, le commisioni d'inchiesta non hanno i pieni poteri che spettano ai procuratori o alla polizia. I poteri concessi alla Commissione Turkel , erano persino inferiori a quelle di una commissione ufficiale d'inchiesta indipendente. Infatti, alla Commissione è stato espressamente proibito di interrogare, ad esempio, i soldati israeliani e gli ufficiali addetti alla sicurezza. Di conseguenza si basa quasi esclusivamente sulle testimonianze nei rapporti dei militari israeliani e leader politici.  

Quindi, non ha avuto gli strumenti e i poteri per aprire un'indagine che potesse raccogliere prove sull'intercettazione e l'attacco alla flotilla in acque internazionali, che ha causato la morte di nove cittadini Turchi e il ferimento di decine di altri passeggeri. La Commissione Turkel non possedeva l'autorità per incriminare o aprire un procedimento giudiziario nei confronti di un individuo. Infine, le conclusioni e le raccomandazioni non sono obbliganti.  

I membri della Turkel Committee sono : Justice (Ret.) Jacob Turkel, Chairman; Ambassador Professor Shabtai Rosenne (deceduto il  21.9.10); General (Ret.) Amos Horev; Ambassador Reuven Merhav; Professor Miguel Deutch; Foreign Observers: Lord David Trimble (United Kingdom); and Brigadier General (Ret.) Kenneth Watkin, Q.C. (Canada).

 

Preghiamo notare che durante gli eventi della Flotilla, Adalah assieme ai Medici per i Diritti Umani Israeliani e la Commissione Pubblica contro la Tortura in Israele avevano firmato una straordinaria petizione di habeas corpus alla Suprema Corte Israeliana per conoscere dove fossero e lo stato dei passeggeri della Flotilla. Le organizzazioni incontrarono e raccolsero testimonianze da decine di passeggeri detenuti presso la prigione di  Ela a Beer el-Sabe (Beer Sheva) e rappresentarono Muhammed Zeidan, Presidente della High Follow-up Committee for Arab Citizens of Israel; Sheikh Raed Salah, Capo del Movimento Islamico in Israele; lo Sceicco Hamad Abu Daabes, Capo del Movimento Islamico in Israele (sezione sud) e la Sig.ra  Lubna Masarwa del Free Gaza Movement, a seguito del loro arresto sulla Mavi Marmara. Adalah ha prestato assistenza legale a numerosi passeggeri della Flotilla nel tentativo di assicurare il ritorno in loro possesso degli effetti personali sequestrati da Israele durante l'attacco, e per ottenere un risarcimento- e chiedere un'investigazione criminale - per un passeggero la cui carta di credito è stata utilizzata da un soldato non autorizzato. Adalah e l'Associazione per i Diritti Umani in Israele rappresentano anche MK Haneen Zoabi in una petizione nei confronti della Corte Suprema Israeliana per contrastare la decisione dello Knesset di revocare diversi privilegi parlamentari della  MK Zoabi a causa della sua partecipazione alla flotilla. L'udienza per questo caso è prevista per il 28 marzo 2011.  

Per maggiori informazioni contattare :

 

Salah Mohsen, Adalah Media Coordinator, Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo. , +972 (0) 525-950-922

 

 

 

 

Rina Jabareen, International Advocacy Director

Adalah: The Legal Center for Arab Minority Rights in Israel

94 Yaffa Street

PO Box 8921, Haifa 31090, Israel

Tel: +972(0)4-950-1610 Ext. 106

Mobile: +972-528-498-807

Fax: +972(0)4-950-3140

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negligence, sexual harassment, body & strip searches, administrative detention without charges or trial, denial of visits, denial of the right of education and many other violations of human rights.
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