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07 Giugno 2010
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News
Da Bianca Shaana
Nel buio, le prime ore del 31 maggio, Israele ha lanciato i propri commando e la propria marina all'attacco di 6 navi civili disarmate, che trasportavano aiuti umanitari in acque internazionali del Mar Mediterraneo, aprendo il fuoco prima di atterrare. Questi soldati professionisti, altamente addestrati hanno ucciso e ferito decine di civili, molti dei quali erano sulla Mavi Marmara, una nave di proprietà dell'associazione umanitaria turca, la IHH (The Foundation for Human Rights & Freedoms & Humanitarian Relief).
Noi del Free Gaza Movement vorremo porgere la nostra più profonda solidarietà al popolo della Turchia ed in particolare alle 9 famiglie che hanno perso i propri cari. 28 bambini hanno perso il padre a causa dell'attacco israeliano alla Mavi Marmara. Il giornale Britain's Guardian cita le parole del vice presidente del Turkish council di medicina legale, che afferma che le nove vittime sono state colpite da un totale di 30 colpi d'arma da fuoco. In base ai rapporti preliminari di autopsia, due uomini sono stati colpiti due volte ciascuno e altri cinque riportano colpi d'arma da fuoco sia nella parte posteriore che anteriore della testa. Ibrahim Bilgen, un attivsta di 60 anni, è stato colpito quattro volte alla tempia, al petto, al fianco e alla schiena. Il diciannovenne Furkan Dogan, un cittadino USA di discendenza turca, è stato colpito cinque volte da una distanza inferiore ai 45cm, in faccia, nella parte posteriore della testa, due volte alle gambe ed una volta alla schiena. Due infermieri IHH , Cevdet Kiliclar and Necdet Yildrim, sono tra le vittime.
Noi del Free Gaza siamo orgogliosi e onorati di lavorare e essere associati con la IHH e la degna storia di missioni umanitarie svolte in tutto il mondo. In qualità di associazione per i diritti umani, è difficile per noi comprendere questo tipo di violenza da parte di Israele, specialmente quando usata contro civili a bordo di una missione umanitaria, quale quella della rispettabilissima IHH. Inoltre, è sconvolgente che il commento incendiario di Netanyahu, quando si riferisce a loro come "alla nave dell'odio, organizzata da Turchi violenti e terroristi estremisti" sia stato in seguito riportato dai media o si sia persino pututo riportare come qualcosa di diverso da un patetico e chiaro tentativo di giustificare l'inammisibile.
I fatti sono semplici : il blocco del porto di Gaza è illegale, come sancito dalla legge internazionale e dall'ONU. Su questo punto non si può discutere, l'assedio deve finire, i diritti e la dignità dei Palestinesi di Gaza devono essere rispettati, si deve aprire il porto. Di concerto con i nostri partners della Freedom Flotilla, chiediamo ad Israele di restituirci le navi, inclusa la Spirit of Humanity, trattenuta da Israele dall'inizio del 2009. Il Free Gaza Movement e i nostri partner internazionali intendono inviare un'altra flotilla alla prima possibile occasione. Dopo di quella ce ne sarà un'altra... e un'altra... finchè questo blocco diabolico crolli, e finalmente si possano intrapendere passi verso la pace.
Il 6 giugno, la''Jüdische Stimme'' aveva annunciato un'altra barca. Assieme ai partners, EJJP e JJP (UK), stavano inviando una barca per chiedere ai leader del mondo di aiutare Israele a ritrovare la ragione, un senso di umanità e una vita senza terrore. ''Jewish Voices'' si aspetta che i leader politici di Israele e il mondo intero, garantiscano il passaggio in sicurezza per la loro piccola imbarcazione diretta a Gaza, che cerca di costruire un ponte verso la pace. Il FGM e i nostri partners vogliono ringraziare i tanti governi, in particolare quello Irlandes e Turco, per il loro sostegno alla missione. Comunque, più importante di ogni altra cosa, vorremmo ringraziare le persone comuni che stanno ovunque e che hanno contrbuito a mettere insieme la merce, e che hanno alzato la voce insieme per diffondere il messaggio in tutto il mondo: L'assedio di Gaza e l'imprigionamento della sua popolazione devono terminare .
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