Egregio Barack Obama
President of the United States
The White House
Washington, DC 20500
Signor Presidente,
Commandos Israeliani, agli ordini dello Stato di Israele, hanno attaccato e catturato una nave Turca in acque internazionali, nel Mar Mediterraneo.
Almeno nove sono rimasti uccisi nell'episodio a bordo della Mavi Marmara. Centinaia di civili sono stati presi catturati e i loro beni sono stati confiscati. Dal momento che gli Stati Uniti considerano Israele l' alleato maggiore in quella regione, la cui sopravvivenza è una delle più forti preoccupazioni, è doveroso per un Comandante Supremo chiedere conto ad Israele per la sua condotta avendo pianificato ed eseguito un mortale attacco in acque internazionali contro una flotta pacifica che trasportava cittadini da oltre 50 nazioni.
La condotta dello Stato di Israele, che ha attaccato una nave Turca in acque internazionali, costituisce un atto di belligeranza contro la Turchia, che lo stesso Israele considera un alleato importante. Mina inoltre gli sforzi delle truppe Statunitensi in Iraq, dal momento che gli sforzi della Sua Amministrazione tesi a raggiungere stabilità nella regione e a ritirare le truppe dall'Iraq dipendono dalla collaborazione dei Turchi nel consentire l'utilizzo delle proprie basi aeree.
Con il raid violento del commando sulla Mavi Marmara, il governo israeliano ha mostrato di non avere alcuna preoccupazione delle conseguenze sulla vita di persone indifese e innocenti, i propri amici e alleati, e in particolare degli Stati Uniti. Gli Stati Uniti devono ricordare a Israele, come a tutti i nostri amici e alleati, che:
Non è accettabile violare ripetutamente la legge internazionale.
Non è accetabile sparare e uccdire civili innocenti.
Non è accettabile commettere un atto di aggressione contro un altro alleato U.S.A..
Non è accetabile continuare un blocco che nega aiuti umanitari.
Non è accettabile innalzare la tensione in una regione mentre gli Stati Uniti continuano a rimetterci tanto sangue e denaro in prima linea.
Le azioni dello Stato di Israele richiedono che gli Stati Uniti, che sono il partner privilegiato di Israele nella regione, inizino a ridefinire i rapporti e stabilire tali limiti e condizioni affinchè siano sufficienti a garantire mutuo rispetto e cooperazione.
E doveroso da parte dei funzionari Israeliani far emergere la verità sulla pianificazione dell'attacco alla Mavii Marmara.
Nessuno mette in discussione il diritto di Israele di difendere i propri confini, ma tale difesa non deve estendersi fino a sparare su civili innocenti in alcuna parte del mondo e ogni volta che lo ritenga opportuno.
Israele deve dar conto per il nostro sostegno, per le vite dei nostri soldati, per l'investimento di miliardi dei nostri contribuenti. Israele deve agli Stati Uniti ben più che una spericolata e premeditata violenza applicata contro persone innocenti.
L'attacco alla Mavi Marmara richiede conseguenze per l'Amministrazione di Netanyahu e per lo Stato di Israele. Le conseguenze devono essere gestite dagli Stati Uniti. Devono essere diplomatiche e finanziarie. Gli Stati Uniti possono cominciare col chiedere un'inchiesta indipendente sull'incidente della Mavi Marmara. L'integrità di tale inchiesta necessita che non sia condotta da quelle nazioni la cui condotta è sotto indagine. Se la nostra nazione non reagisce in maniera sostanziale, ciò equivale ad autorizzare la violenza, a renderci complici di essa e i nostri stessi cittadini saranno costretti a pagarne le conseguenze.
I sottoscritti sono profondamente rammaricati per le perdite umane. Siamo anche pienamente coscienti dei pericoli per la sicurezza nel mondo esistenti in quella regione, ragione per cui gli Stati Uniti sono stati munifici nei confronti della difesa di Israele. Abbiamo il diritto di aspettarci che Israele non aggiunga di proprio, con una condotta militare che qualsiasi persona di buona volontà è in grado di riconoscere come nè difendibile, nè morale. Ci devono essere delle conseguenze per una tale condotta. Restiamo in attesa di un Suo riscontro.
In fede,