Svegliarsi con gli  eventi di lunedi scorso è stato scoraggiante e scioccante, per non dire altro. Per la durata della vicenda, Medici per i Diritti Umani-Israele è rimasto in costante contatto con i medici di alto livello cercando di conoscere lo stato dei feriti e morti trasferit nei centri medici israeliani. Nonostante i nostri sforzi per assistere le persone in tutto il mondo che si rivolgevano a noi per un aiuto a localizzare i loro cari, è stato estremamente difficile lunedi e martedì ricevere informazioni ufficiali dagli ospedali israeliani. Né il personale PHR-Israele, né i medici affiliati sono stati ammessi negli ospedali per raccogliere testimonianze.

Con il persistere dell'incertezza, lunedi pomeriggio abbiamo indirizzato una lettera urgente al Direttore di Medicina del Ministero della Salute israeliano e il direttore generale del Ministero degli Esteri chiedendogli di istituire una hotline di emergenza per le famiglie dei feriti e dei morti. Abbiamo anche chiesto alle autorità di istituire un meccanismo di emergenza accessibile a tutte le famiglie delle persone ferite, soprattutto quelle provenienti da paesi che non hanno relazioni diplomatiche con Israele. Nelle ultime ore di lunedi pomeriggio, abbiamo presentato insieme ad Adalah: Il Centro legale per i diritti delle minoranze arabe in Israele e il Comitato Pubblico contro la Tortura (PCATI) una petizione Habeas Corpus all'Alta Corte della Guistizia, chiedendo informazioni sulle condizioni di salute e su dove si trovino i passeggeri ricoverati.

La nostra petizione ha ridevuto considerevole attenzione dai media locali. Degli articoli si trovano qui:

http://www.haaretz.co.il/hasite/spages/1171580.html (ebraico)

http://www.ynet.co.il/articles/0,7340,L-3897026,00.html (ebraico)

http://news.walla.co.il/?w=//1681218 (ebraico)

 

Come risultato della nostra petizione, un elenco è stato fornito ad Adalah

con i nomi dei passeggeri della flotilla ricoverati. Anche con questa lista, non è ancora possibile identificare tutti i passeggeri; le autorità hanno fornito i nomi in ebraico, senza includere un numero di documento e la nazione di origine.

Ieri mattina, il MInistro della Salute ci ha informato che 54 passeggeri della Flotilla sono ricoverati presso gli ospedalii israeliani di Sheba, Hadassah Ein Kerem, Rambam, Beilinson, e Barzilai e che interventi chirugici sono stati fatti/si stavano facendo agli ospedali di Sheba e Rambam. Ieri sera abbiamo saputo che diversi pazienti sono stati trasferiti dall'ospedale di Beilinson a lle strutture mediche del sistema cacerario israeliano. Onoltre, secono informazioni che abbiamo ricevuto, i passeggeri sono stati costretti a firmare ordini di espulsione scritti in ebraico, senza essere in grado di capire quello che stavano firmando.

Ad oggi, non abbiamo ancora ricevuto notizie dai funzionari della salute relative alla istituzione di una hotline di emergenza. Sappiamo che almeno 31 passeggeri della flotilla sono tuttavia ricoverati, oltre a tre soldati israeliani. Sappiamo che rappresentanti di alcune missioni diplomatiche hanno fatto visita negli ospedali lunedì e martedì e che le informazioni sui cittadini di stati che non hanno rapporti diplomatic i con Israele vengono coordinate dalla Croce Rossa. Dato che diverse persone sono state sottoposte ad interventi di terapia intensiva, lo riteniamo cruciale che i famigliari siano in grado di contattare i loro cari. Per questo motivo, abbiamo inviato un ulteriore richiesta a funzionari del governo esigendo che le famiglie siano notificate sullo stato di salute dei loro cari. Inoltre, ieri abbiamo coordinato le visite fra glia vvocati e i passeggeri ricoverati al reparto ortopedico dell'ospedale Beilinson.

Crediamo che la violenza e le conseguenza tragiche necessitino un inchiesta internazionale indipendente. Il governo israeliano dovrebbe pubblicare tutta la documentazione degli eventi, incusi materiale sequestrato dai passeggeri. Inoltre, come cittadini israeliani, facciamo appello per l'istituzione di una Commissione nazionale di inchiesta per valutare le decisioni che hanno portato agli eventi e per gli ufficiali dello Stato ad essere resi responsabili per le loro decisioni.

La decisione da parte di Israele di fermare la Free Gaza Flotilla è un ulteriore prova del suo controllo in corso sulla Striscia di Gaza. Per gli ultimi tre anni, Israele ha imposto un duro e illegale assedio sulla popolazione civile di Gaza pari alla punizione collettiva per guadagno poltico. Il blocco comprende limitazioni sui diritti alla salute, all'istruzione e allo sviluppo umano e economico, nonché una cronica dipendenza agli aiuti dall'estero. Questi fattori combinati costringono la popolazione di Gaza a vivere le loro vite sull'orlo perpetuale di una crisi umanitaria. Attraverso queste azioni, Israele viola il diritto dei palestinesi a vivere in dignità, sicurezza e libertà, e ci portano ancora più lontano da la possibilità di una soluzione di giustizia e di pace.

Saremo lieti di fornire ulteriori aggiornamenti nei prossimi giorni e vi ringraziamo per il vostro sostegno.

Cari saluti,

Gila

--

Gila Norich

Director of Development

Physicians for Human Rights Israel

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FISHING UNDER FIRE IN GAZA

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About the situation of Gaza farmers and the rural communities adjacent to the Green Line, and the daily attacks of the Israeli occupation forces.

Includes footage of the IOF attacks on Gazan farmers

 

 

 

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Sabr
http://www.palestinianprisoners.blogspot.com/
The site of the International Campaign of Solidarity with the Palestinian Prisoners.

About the more than 11.000 prisoners (among them dozens of women and  hundred of children) in Israeli jails that face authorized torture, medical
negligence, sexual harassment, body & strip searches, administrative detention without charges or trial, denial of visits, denial of the right of education and many other violations of human rights.
Includes videos with interviews of ex-prisoners or relatives of prisoners.

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Includes original footage of the IOF attacks on the Palestinian Emergency Workers

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