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23 Agosto 2010
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News
Due anni fa, 44 persone da 17 paesi navigavano nel Mediterraneo verso Gaza. Eravamo in due pescherecci malridotti, il mare era mosso, molti di noi soffrivano il mal di mare, e tutti eravamo preoccupati che le navi da guerra Israeliane potessero impedirci di entrare nel porto di Gaza chiuso illegalmente.
Israele aveva bloccato i nostri strumenti di comunicazione di bordo, i nostri due capitani, marinai di notevole esperienza, ricavavano la rotta con pezzi di carta e compassi. Alle ore 15,00 eravamo in vista della costa di Gaza, e non c'era nessuna nave da guerra Israeliana ad impedirci di entrare, solo applausi e gioia da parte dei 20.000 Palestinesi imprigionati che ci attendevano a riva e che ricoprivano ogni millimetro dello spazio circostante.
Eccetto qualche giornale del Medio Oriente, i media hanno ignorato il nostro viaggio storico. Ma noi eravamo riusciti a superare la macchina da guerra Israeliana che ci aveva minacciato fisicamente ed aveva interrotto le nostre comunicazioni radio e infine, deciso di ignorarci. Avevano speso milioni di dollari nel tentativo di fermarci. Noi avevamo speso 300.000 dollari per le barche, i capitani, l'equipaggio e il carburante, oltre all'energia e la determinazione necessarie. Israele pensava che fossimo un pugno di attivisti che avrebbero gettato la spugna dopo il primo viaggio.
Si sbagliavano.
I soldati Israeliani vendono i computer dei passeggeri della Gaza Flotilla e rubano centinaia di migliaia di dollari in contanti
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22 Agosto 2010
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News
Il governo Israeliano rifiuta di mettere al sicuro prove di crimini.
di Ann Wright
Nonostante l'appello dei 750 passenggeri della Gaza flotilla ai rispettivi governi di far pressione sul governo Israeliano affinchè tenga al sicuro e restituisca gli effetti personali sequestrati dai commandos Israeliani il 31 maggio 2010, quando abbordarono violentemente le sei navi della flotilla, il governo Israeliano lascia incustoditi e non inventoriati i computer, le videocamere e i cellulari del valore di milioni di dollari oltre a centinaia di migliaia di moneta contante.
Un quotidiano Israeliano ha rivelato che tra i quattro e i sei computer, delle centinaia sequestrate ai passeggeri delle sei navi, sono stati venduti da un capitano Israeliano e da tre soldati. Il 18 agosto, è stato arrestato un secondo ufficiale che aveva a che fare con il furto. Un funzionario militare Israeliano ha descritto il caso come "imbarazzante e vegognoso". Eitan Kabel, un membro del parlamento del Labour party, ha dichiarato ai media Israeliani : "Questo è un atto imbarazzante, umiliante ed esasperante."
Il governo Israeliano era stato informato dalle Ambasciate delle proprietà dei passeggeri
I passeggeri delle sei navi hanno fornito una lista dettagliata dei propri effetti personali ai funzionari dei consolati delle rispettive Ambasciate mentre si trovavano nella prigione di Beer-Shiva, il 2 giugno. Tutti i passeggeri partiti in aereo da Israele verso la Turchia il 4 giugno hanno fornito un'ulteriore lista dei propri beni ai funzionari dei consolati ad Istanbul, Turchia. Molti passeggeri hanno anche spedito lettere ai rispettivi MInisteri degli Esteri o Dipartimenti di Stato e agli avvocati che portano avanti procedimenti legali per la morte e i ferimenti inflitti dai militari Israeliani e per il furto dei beni.
Le prove delle azioni dei commandos che si trovano nelle videocamere, cellulari e computer dovrebbero essere rese disponibili per un'indagine indipendente e per eventuali imputazioni di crimini
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21 Agosto 2010
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Press releases
[Londra, 21 Agosto 2010] Un'indagine, rivelata da fonti di informazione Israeliane, conferma che un ufficiale ed alcuni soldati Israeliani hanno rubato e rivenduto laptops che appartengono a passeggeri a bordo della Freedom Flotilla, abbordata illegalmente dalle forze armate Israeliane il 31 maggio 2010.
Il militare Israeliano dichiara che "l' IDF non ha ricevuto denunce di computer rubati dopo il raid della Marina contro la flotilla diretta a Gaza" e aggiunge che "i civili che erano a bordo delle navi hanno scelto di non denunciare alla luce del complicato incidente in cui sono stati coinvolti."
Il Free Gaza Movement, uno degli organizzatori della flotilla, afferma che le dichiarazioni contengono falsità in modo palese. I passeggeri hanno fatto immediatamente denuncia per la sottrazione di proprietà ai rispettivi ufficiali dei consolati e delle ambasciate. Hanno anche presentato voluminose denunce presso avvocati ed hanno riportato i fatti ai media, ossia quanto è stato loro sottratto: computer per il vaolore di milioni di dollari, videocamere, telefoni, denaro, gioielli e altro materiale e nulla è stato ancora restituito. Le ambasciate ci hanno ripetuto in continuazione di essere in contatto con gli Israeliani per la restituzione delle proprietà.
Il Col. Ann Wright, uno dei passeggeri a bordo dell'imbarcazione Challenger 1, battente bandiera USA, ha dichiarato : “Visto che il Dipartimento di Stato Americano mi ha assicurato di essere in contatto con le autorità Israeliane riguardo alle nostre proprietà, mi aspetto che rispondano a questi articoli in cui il governo Israeliano dichiara di non sapere che ai passeggeri erano stati sottratti tutti gli effetti personali."
Inoltre, i nostri legali di Adalah hanno scambiato corrispondenza con le autorità militari Israeliane proprio al riguardo degli effetti personali sottratti, inclusi i computer. Quindi, affermare di non aver ricevuto nessun reclamo è una menzogna deliberata.
“Molti di questi computer, videocamere e telefoni possono contenere prove vitali dei crimini Israeliani commessi durante l'attacco alle nostre navi" dichiara il presidente e rappresentante del Free Gaza, Huwaida Arraf. “Nonostante le ripetute richieste, Israele rifiuta di restituire l'equipaggiamento sequestrato o farlo pervernire alle Nazioni Unite. E intanto continua a sottrarre materiale dai nostri computer e videocamere per utilizzarlo per i propri fini propagandistici.”
Mentre quanto è stato fatto dai soldati che hanno rubato e rivenduto una mezza dozzina di laptops è riprovevole, i leader militari e politici Israeliani devono essere resi responsabili di crimini più gravi quali aggressione, omicidio, detenzione illegale, danni fisici, confisca e appropriazione indebita di proprietà, inquinamento di prove ed altro ancora. Tutti queste denunce sono attualmente portate avanti da avvocati in Europa, Turchia e Stati Uniti.
Contatti: Huwaida Arraf, +970-598-336-215
Col. Ann Wright +1 808 741 1141
Audrey Bomse, legal coordinator +44 786 156 0932
Adam Shapiro +1-202-294-8813
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20 Agosto 2010
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News
La notizia dell'arresto degli ufficiali è stata data per la prima volta da Ynet, che ha riportato le parole di un ufficiale di alto grado : "L'indagine è appena iniziata, ma da come appare ora porterà imbarazzo e vergogna. Questi sono soldati che non capiscono cosa rappresenti la loro uniforme".
E così l'esercito Israeliano, "il più virtuoso del mondo" è arrabbiato perchè i propri soldati hanno rubato la nostra strumentazione elettronica per venderla tra di loro o su EBay. Hanno omesso di dire che gli stessi "soldati" hanno assassinato nove civili nel buio di una mattina in acque internazionali. Inoltre, diversi articoli dichiarano che nessuno a bordo di queste barche ha denunciato il furto dei laptops. Ciò è chiaramente falso.
Stiamo continuando a raccogliere dati su tutto l'equipaggiamento e il denaro che ci hanno rubato, e a lavorare con i nostri legali.
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